158 soloshow at FL gallery, Milan

https://www.artsy.net/show/federico-luger-fl-gallery-agnese-guido-158
158
Non è un titolo, è un numero.
La distanza tra il mio cervello e la punta delle dita è 112.
Guardare un tavolo vuol dire creare connessioni, avrei voluto lavorare nell’FBI, per entrare senza permesso nelle case e nelle teste..
perché credo in una connessione della mente con i nostri oggetti.
Le parole sono cose, il “dato di fatto” è sempre un po’ deludente ma ci dice di andare avanti finché non si incontra la realtà, non puoi non averla in testa se pensi che tutto è protagonista, una forchetta potrebbe sorriderti o potresti essere inseguito da una montagna.
Ma perché dei numeri?
Se non sai da dove cominciare puoi finire chissà dove, l’immagine si impiglia e l’esca è scappata. La quantità è quindi un nome.

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Federico Luger (FL GALLERY) è lieto di presentare “158” la prima mostra personale negli spazi di viale sabotino di Agnese Guido (1982, Lecce) una tra gli artisti più amati all’interno della scena underground milanese. La mostra si compone di una serie di sue tradizionali tempere su carta, che ritraggono sia personaggi fantastici, che soggetti piuttosto comuni, intervallati da giochi di parole e riferimenti allusivi dal ricorrente tono satirico e malinconico allo stesso tempo, lavori che riscontrano grande successo sui social. Le opere sono di immediata lettura e sembrano raccontare come l’inconscio dell’artista si fonda inesorabilmente con la sua fantasia, permettendole di interpretare situazioni di vita quotidiana in modo distorto ed accattivante. Nei suoi lavori si può percepire un’influenza musicale, dettata dalle pennellate piuttosto decise e fluide che sembrano quasi delle partiture. “Dipingere, per me, è l’invocazione degli spiriti del foglio bianco. Parto dall’osservazione, dal paesaggio, dagli oggetti, dai fatti, da qualsiasi cosa, scelgo e consacro indizi della realtà per sottrarli alla noia e a quel punto, nel medesimo istante “abbandono” la realtà e parto da me, dalla mia testa, un’idea, un’immagine o una parola possono prendere vita o trasformarsi in altro.” I soggetti ritratti sono sempre umanizzati, pur trattandosi molto spesso di oggetti, questi riescono a prendere vita, come se fossero animati da uno spirito. Personaggi/oggetti che raccontano una storia, la stessa che li fa arrabbiare, spaventare, ridere, piangere, gridare. La dimensione psicologica assume quindi un’importanza fondamentale all’interno del lavoro dell’artista che indaga le componenti emotive e sensibili dei personaggi raffigurati, che diventano lo specchio delle preoccupazioni e dei problemi che affliggono le persone nella vita di tutti i giorni. E’ un’indagine che mira a far emergere i lati oscuri e più inquietanti delle cose nella loro complessità. In mostra saranno presenti inoltre delle sculture che esprimono la versatilità dell’artista rispetto alle varie tecniche di espressione che, attraverso un’installazione visivamente impattante, racconteranno la nascita della ceramica nell’era digitale. Agnese Guido vive e lavora a Milano. Dopo essersi diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Brera ha preso parte a diversi progetti espositivi e partecipato a diverse rassegne fieristiche.